Esiste un test semplice per prevedere come andrà il tuo esame: riesci a spiegare l'argomento senza guardare il libro? La maggior parte degli studenti studia leggendo e rileggendo, pensando poi di conoscere la materia. Ma riconoscere non è la stessa cosa che conoscere. Interrogarsi, ovvero studiare in modo attivo, è il passo che mette in luce e colma questa differenza.
Perché interrogarsi funziona meglio che rileggere
Se leggi un testo per la terza volta, tutto ti sembra familiare. È logico: l'hai già visto due volte. Ma durante l'esame il libro non è accanto a te e devi richiamare le conoscenze a memoria. Proprio questo richiamo può essere allenato, e l'allenamento rende il ricordo un po' più forte ogni volta. Tra gli scienziati questo è chiamato "effetto test"; per te significa semplicemente che ogni volta che ti poni una domanda e recuperi la risposta, impari di più rispetto a un'ulteriore rilettura.
L'aspetto migliore dell'interrogarsi: gli errori sono un vantaggio
Molti studenti evitano l'autovalutazione perché sbagliare dà fastidio. Ribalta la prospettiva: ogni errore durante l'esercizio è un errore che non commetterai più durante l'esame. Interrogarsi è l'unico modo per scoprire prima della prova cosa non sai ancora, in un momento in cui puoi ancora rimediare. Chi si limita a leggere scopre le proprie lacune solo quando il voto è già deciso.
Cinque modi per interrogarsi
- Libro chiuso, scrivi tutto. Leggi un paragrafo, chiudi il libro e scrivi ciò che ricordi. Confronta poi con il testo e segna cosa ti mancava.
- Flashcard. Lo strumento di interrogazione per eccellenza: domanda sul fronte, risposta sul retro; le carte sbagliate si ripresentano più spesso.
- Fatti interrogare. Un genitore, un fratello o un amico che pone le domande funziona bene, proprio perché devi rispondere ad alta voce e non puoi barare.
- Vecchie prove ed esercizi. Molti libri di testo contengono simulazioni d'esame e i professori a volte distribuiscono vecchie versioni. Nulla somiglia a un esame quanto un esame stesso.
- Spiegalo al muro. Fai finta di spiegare il capitolo a qualcuno che non ne sa nulla. Lì dove inizi a esitare, lì c'è la tua lacuna.
Quando interrogarsi?
Non solo alla fine. L'approccio migliore: interrogati già durante la prima sessione di studio (può essere disordinato, gli errori fanno parte del processo) e ripeti in uno o due momenti successivi della settimana. Ogni giro sarà più veloce del precedente e, arrivati al giorno dell'esame, il recupero delle informazioni sarà diventata un'abitudine. La sera prima ripasserai solo la tua lista degli errori, e questa è una sensazione meravigliosamente tranquilla.
La trappola: accontentarsi troppo presto
Conoscere una risposta a metà e pensare che "può andare bene" è la scorciatoia per tornare a limitarsi a "riconoscere" le informazioni. Sii severo con te stesso: una carta o una domanda è corretta solo se hai dato la risposta completa e senza esitazioni. Ti sembra troppo rigido? Pensa che l'esame sarà esattamente altrettanto severo, ma senza una seconda possibilità.
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