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Creare un riassunto che rimanga impresso: ecco come fare

Di Team Scholis Aggiornato il 3 min di lettura

Samenvatting maken met markeerstiften voor een toets

Creare un riassunto è la tecnica di studio più popolare nei Paesi Bassi, ma allo stesso tempo è quella utilizzata più spesso in modo errato. Il problema: la maggior parte dei riassunti sono libri ricopiati. Ci passi sopra ore, ti senti produttivo, ma il tuo cervello ha lavorato a malapena. Ecco come creare un riassunto che ti sia davvero utile per il test.

La regola principale: libro chiuso, poi si scrive

La differenza tra ricopiare e riassumere sta in un semplice gesto: chiudere il libro. Leggi attentamente un paragrafo, chiudi il libro e solo allora scrivi il concetto principale con parole tue. Se salti qualcosa o non ricordi più, controlla il libro e integra. Quel piccolo sforzo per scrivere a memoria è ciò che costituisce l'apprendimento. Chi riassume tenendo il libro aperto davanti a sé sta solo copiando testo da sinistra a destra.

Più breve è meglio: punta a un terzo

Un riassunto che è quasi lungo quanto il capitolo non è un riassunto. Regola pratica: massimo un terzo del testo originale, meglio se meno. Questo ti costringe a scegliere ciò che è veramente importante, e scegliere è, di nuovo, un lavoro di pensiero che aiuta la memoria. Chiediti per ogni frase: l'insegnante farebbe una domanda su questo nel test? No? Eliminala.

Dagli una struttura che riconoscerai

Un buon riassunto non è una muraglia di testo, ma una mappa del capitolo. Usa i titoli del libro come tuoi titoli, lavora con le frecce per causa ed effetto, elenca i punti uno sotto l'altro e lascia spazio vuoto tra i blocchi. I concetti che devi conoscere devono avere una posizione fissa, ad esempio sempre sottolineati con la definizione dietro. Durante il test, vedrai letteralmente quella pagina davanti a te.

Evidenziare si può, ma con criterio

Gli evidenziatori sono utili nella fase precedente al riassunto, per estrapolare il nocciolo dal testo. Due regole per renderlo utile. Prima leggi l'intero paragrafo, solo dopo evidenzia: altrimenti colorerai frasi che in seguito si riveleranno marginali. E limitati al massimo a un quinto del testo, con un codice colore fisso, ad esempio giallo per i concetti chiave e verde per gli esempi. Una pagina che fluoresce completamente indica soprattutto che non è stata fatta una selezione.

Il riassunto è l'inizio, non la fine

È qui che molti studenti sbagliano: il riassunto è finito, quindi lo studio sembra concluso. Ma creare un riassunto è il primo giro di studio; il secondo è interrogare te stesso. Copri parti con la mano e ripeti cosa c'era scritto, o crea delle flashcard con i concetti chiave. Solo quando riesci a raccontare il contenuto senza il riassunto, sei pronto.

Quando il riassunto funziona e quando no?

Riassumere è efficace per le materie con molto testo e collegamenti: storia, biologia, geografia, economia. Per i vocaboli è macchinoso (lì le flashcard sono più veloci) e per la matematica non funziona quasi mai: lì impari facendo esercizi, non ricopiando la teoria. Scegli quindi la tua tecnica in base alla materia, non per abitudine.

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Leggi anche: Flashcard o riassunto: cosa funziona meglio? e Come studiare al meglio per un test?

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